Una delle domande che prima o poi ogni imprenditore si fa è questa: meglio affidarsi a un’agenzia di marketing o assumere una risorsa interna?

La risposta breve è: dipende. 

Il problema non è scegliere l’opzione “sbagliata”. 

Il vero problema è scegliere senza capire cosa stai davvero comprando e perché.

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Agenzia marketing: delega più semplice, ma meno controllo

Quando lavori con un’agenzia di marketing, in realtà non compri persone, ma un pacchetto di servizi. 

Questo significa che nella maggior parte dei casi:

  • Non sai esattamente chi lavora sul tuo progetto
  • L’agenzia segue molte aziende contemporaneamente
  • Il focus sul tuo business è limitato e frammentato

Difficilmente avrai un’attenzione totale, soprattutto se sei una PMI e non un cliente “top” che genera decine di migliaia di euro al mese. 

Il tuo progetto diventa uno dei tanti in gestione, non l’unico.

Detto questo, l’agenzia ha anche vantaggi chiari che non vanno sottovalutati. 

  • ha un metodo strutturato già testato su altri clienti
  • ha processi rodati che funzionano
  • ti permette di delegare completamente senza dover gestire persone interne
  • è spesso la scelta più veloce se devi fare cassa subito e partire operativamente in tempi brevi.

Se non vuoi occuparti personalmente dell’operatività, non hai tempo o voglia di gestire risorse interne e hai bisogno di partire rapidamente con campagne e contenuti, l’agenzia può avere senso. 

A patto di essere consapevole dei limiti strutturali di questo modello.

Dipendente interno: più controllo ma più responsabilità

Assumere una risorsa interna è tutta un’altra storia, con dinamiche completamente diverse. 

Un dipendente:

  • Costa significativamente di più (stipendio lordo, contributi, formazione continua)
  • Richiede tempo di gestione quotidiana e supervisione
  • Va seguito nel suo percorso e fatto crescere professionalmente

Ma in cambio ottieni vantaggi che nessuna agenzia può darti:

  • Focus al 100% sul tuo progetto, ogni giorno
  • Una persona completamente allineata alla visione dell’azienda
  • Continuità nel tempo senza turnover
  • Possibilità di costruire qualcosa di solido nel lungo periodo

Il dipendente interno ha senso quando:

  • il business è già strutturato e genera fatturato costante
  • quando c’è volume sufficiente di attività da giustificare una persona full-time
  • quando c’è una direzione chiara e quando sai esattamente cosa deve fare quella persona dal giorno uno.

Assumere troppo presto, quando i numeri non reggono ancora, può diventare un peso economico difficile da sostenere.

La terza via: il modello ibrido

Esiste anche una terza opzione, spesso la più intelligente ma meno considerata: il modello ibrido. 

Significa lavorare con:

  • Freelance specializzati che lavorano stabilmente per te su specifiche aree
  • Un’agenzia che coordina freelance verticali invece di avere tutto interno
  • Professionisti esterni con focus reale sul tuo progetto

Qui non paghi una struttura pesante con costi fissi elevati, ma solo le competenze specifiche che ti servono davvero in quel momento. 

Puoi avere un copywriter, un media buyer e un grafico senza assumere tre dipendenti.

Il punto, però, è sempre lo stesso: fare i conti nel modo giusto guardando il ritorno effettivo.

Se hai tre freelance che costano 1.000€ ciascuno ma ti generano 10.000€ di fatturato, è un’ottima scelta. 

Se paghi un’agenzia 500€ al mese e te ne tornano 2.000€, stai solo rallentando il business senza costruire nulla di scalabile.

Il costo va sempre rapportato al ritorno concreto, non al prezzo in sé.

Il vero errore: guardare solo quanto spendi

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Uno degli errori più comuni è valutare la scelta solo in base al costo mensile che vedi in fattura.

“Questa agenzia costa poco, prendiamo quella.” 

“Questo dipendente costa troppo, meglio aspettare.”

Mentalità completamente sbagliata. Un imprenditore dovrebbe invece chiedersi:

  • Quanto mi costa realmente questa scelta nel tempo?
  • Quanto mi fa tornare in termini di fatturato?
  • Quanto mi fa crescere come business?
  • Quanto accelera i miei obiettivi?

Spendere meno non significa automaticamente guadagnare di più. 

Spesso è l’esatto contrario: risparmiare sul marketing significa perdere opportunità di crescita.

Quando la scelta diventa un boomerang

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Throwing a plain wooden boomerang midair with blue sky and cloud background.

La scelta tra agenzia e dipendente diventa un boomerang che ti colpisce quando:

  • Scegli solo in base al prezzo più basso disponibile
  • Guardi i titoli di studio invece dei risultati concreti dimostrabili
  • Scegli per disponibilità oraria o simpatia personale
  • Non sai esattamente cosa delegare e cosa tenere

Molte aziende delegano “il marketing” in modo generico, senza specificare. 

È qui che iniziano i problemi veri.

La visione non si delega.

Si delegano l’esecuzione operativa, il copy dei contenuti, la gestione delle ads, la parte tecnica e il design. 

Ma la direzione strategica, il posizionamento, la visione di dove vuoi portare il business devono restare tue.

Se pretendi un bravo copywriter, un bravo grafico o un bravo media buyer che portano risultati, devi accettare una cosa semplice: le competenze si pagano. 

Ed è giusto così, perché portano ritorno economico concreto mettendo in piedi la tua visione.

Conclusione

Non esiste una scelta universalmente migliore tra agenzia marketing e dipendente interno. 

Esiste solo la scelta più adatta al tuo momento specifico, ai tuoi numeri attuali e ai tuoi obiettivi di crescita.

Il vero errore è rimandare continuamente la decisione per paura di sbagliare, oppure scegliere d’impulso senza una logica imprenditoriale chiara basata sui numeri.

Vuoi capire qual è la scelta giusta per te?

Se non sai quale modello è più adatto al tuo business oggi, possiamo analizzarlo insieme senza impegno.

Valutiamo numeri, obiettivi e fase del business per capire come strutturare il marketing senza buttare budget e senza scelte improvvisate.

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Matteo De Luca

De Luca Matteo: il Copywriter che stavi cercando...
…che sa usare le parole giuste per fare la differenza ed elevare il tuo business rispetto alla concorrenza.

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