Molti imprenditori e professionisti fanno copywriting “in casa” per un motivo che, in apparenza, sembra del tutto logico e ragionevole.
Scrivi le tue ads, le pagine del sito, le email, i post sui social.
Conosci il tuo prodotto meglio di chiunque altro, conosci il tuo mercato, conosci i tuoi clienti.
E magari scrivi anche bene, hai studiato, hai un lessico ricco e sai mettere insieme frasi che funzionano.
Quindi perché mai dovresti delegare questa parte a qualcun altro?
Il problema non è assolutamente la buona volontà o la capacità di scrivere.
Il problema è che, nel lungo periodo, il copywriting fatto in casa diventa uno dei principali freni alla crescita del business.
Non perché non sei capace di farlo, ma semplicemente perché non è il tuo lavoro.
Il punto non è la bravura, ma il ruolo

Qui va chiarita subito una cosa fondamentale: questo non è un discorso su “non sei abbastanza bravo a scrivere”.
È un discorso di ruolo, di posizionamento strategico all’interno della tua azienda.
Un imprenditore non cresce perché sa fare tutto bene. Cresce perché sceglie consapevolmente cosa non fare, cosa delegare, dove concentrare la propria energia e il proprio tempo.
Come non ti occupi degli aspetti legali in prima persona quando le cose si fanno serie, allo stesso identico modo il copywriting è una professione verticale, specializzata, che richiede focus totale.
Anche se sei bravo a scrivere, stai togliendo tempo ed energie a:
- Strategia e visione di lungo periodo
- Sviluppo del business e nuove opportunità
- Vendite di alto livello che solo tu puoi chiudere
- Decisioni importanti che nessun altro può prendere
E questo ha un costo enorme, anche se non lo vedi subito sul conto economico.
Copywriting ≠ scrivere bene

Uno degli errori più comuni, e anche dei più pericolosi, è pensare che il copywriting sia solo “scrivere in modo chiaro e corretto”…
..che basti avere una buona padronanza della lingua per creare testi che vendono.
Ma la realtà è completamente diversa.
Il copywriting professionale include:
- Psicologia profonda del cliente e trigger decisionali
- Struttura scientifica del messaggio che guida alla conversione
- Gestione anticipata delle obiezioni prima che bloccino la vendita
- Coerenza maniacale tra ads, landing page ed email
- Test continui su ogni variabile del messaggio
- Ottimizzazione basata sui dati reali, non sulle sensazioni
Il copy fatto in casa, invece, è spesso descrittivo anziché persuasivo.
Autoreferenziale perché parla dell’azienda invece che del cliente.
Focalizzato sul prodotto e le sue caratteristiche invece che sui problemi che risolve.
Infine, spesso è poco orientato alla conversione perché manca quella componente strategica che trasforma un lettore in un acquirente.
Un copywriter:
- vive ogni giorno dentro i problemi reali del target:
- studia le leve psicologiche che muovono le persone all’azione
- fa test A/B su ogni elemento del messaggio
- analizza numeri e metriche di performance
- ottimizza in base a ciò che funziona davvero.
Sono due mondi completamente diversi, due professioni che richiedono skill set differenti.
Il problema del “ci penso dopo”
Quando il copywriting è fatto internamente, succede quasi sempre la stessa dinamica.
Il copy non è mai definitivo, resta sempre in quella fase mentale del “da migliorare quando ho tempo”, viene costantemente rimandato perché ci sono altre priorità più urgenti, e soprattutto non viene mai testato davvero in modo scientifico.
C’è sempre qualcosa di più pressante: clienti da seguire, gestione quotidiana, operatività che non aspetta.
Il copy così rimane in una versione perenne beta, in un limbo dove “funziona abbastanza” ma non viene mai portato al suo massimo potenziale.
Un professionista, invece, scrive con metodo, testa ogni variabile possibile, misura i risultati con precisione, ottimizza in base ai dati raccolti, itera continuamente fino a trovare la formula vincente.
Ed è esattamente questo processo continuo e scientifico che genera vendite, non il singolo testo “carino” o “ben scritto”.
La crescita non si blocca: rallenta (ed è peggio)
Il copywriting fatto in casa raramente fa crollare un business dall’oggi al domani.
Il vero problema, molto più subdolo e pericoloso, è che lo rende lento.
Lento in cosa?
- Nell’acquisire nuovi lead qualificati
- Nel convertire chi arriva sul sito o legge le tue ads
- Nel costruire fiducia e autorevolezza percepita
- Nello scalare senza bruciare budget in advertising inefficace
Il business “funziona”, porta risultati, genera fatturato, ma non cresce davvero alla velocità che potrebbe.
E mentre tu vai piano, il mercato va avanti senza aspettarti.
I competitor testano nuove strategie, migliorano i loro messaggi, ottimizzano i funnel, acquisiscono quote di mercato.
La lentezza è il vero nemico della crescita, perché ti fa sembrare che vada tutto bene mentre in realtà stai perdendo terreno ogni giorno.
Tempo, stress e opportunità perse

Il risultato finale è stress accumulato, poco focus su ciò che conta davvero, crescita rallentata in modo frustrante, e soprattutto opportunità perse che non recupererai mai più.
Quello che potresti ottenere in un anno con un professionista dedicato, da solo rischi di ottenerlo in tre, quattro, anche cinque anni.
Delegare il copywriting non è un costo operativo
Significa:
- Trasformare il traffico che arriva sul tuo sito in lead qualificati
- Trasformare i lead in clienti paganti con messaggi che convertono
- Trasformare l’attenzione che catturi in fatturato concreto e misurabile
È una scelta strategica che impatta direttamente sul business, non una spesa operativa da ridurre al minimo.
Quindi se senti che il tuo copy non sta performando come dovrebbe, o che stai perdendo troppo tempo a farlo da solo sottraendolo a cose più importanti, possiamo analizzarlo insieme.
Vediamo dove si blocca la comunicazione, dove perdi conversioni inutilmente e come strutturare un copy che lavori per il tuo business, non contro di te.

