Se lavori con appuntamenti, call di consulenza o chiamate di vendita, prima o poi te lo sarai chiesto: “Perché le persone prenotano e poi non si presentano?”.

La risposta breve è questa: perché prenotare non è una decisione forte e immediata. 

E la risposta lunga è che il no-show nasce quasi sempre prima dell’appuntamento, non il giorno stesso.

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Prenotare non significa essere davvero pronti

Molte persone prenotano per curiosità. 

Sono lead che stanno esplorando o non hanno ancora una reale intenzione di agire. 

Prenotare una call è un’azione semplice, costa poco in termini di impegno percepito, e spesso viene fatta sull’onda dell’emozione del momento. 

Ma tra la prenotazione e la call possono passare ore o giorni, e in quel tempo il contesto cambia completamente.

Il desiderio iniziale si affievolisce, le priorità si spostano e l’urgenza sparisce. 

E quello che sembrava importante al momento della prenotazione diventa “una cosa in più da fare” che si può tranquillamente rimandare o saltare. 

Non c’è nulla di sbagliato in questo. 

È normale che una parte del traffico sia composta da persone tiepide, non pronte a prendere decisioni. 

Il problema nasce quando questa tipologia diventa la maggioranza.

L’altro grande gruppo: persone interessate, ma sempre occupate

C’è poi un secondo caso, molto comune in alcuni settori. 

Imprenditori e professionisti che lavorano in ambiti particolarmente frenetici:

  • Edilizia
  • Serramenti e infissi
  • Caldaie e pompe di calore
  • Servizi energetici

Persone che corrono tutto il giorno, hanno imprevisti continui e lavorano sotto pressione costante. 

In questi casi il no-show non è disinteresse, ma puro contesto. 

Si sono segnati la call, magari erano davvero intenzionati a farla, ma è successo qualcosa di più urgente: un cliente ha chiamato, un cantiere ha avuto un problema, un imprevisto ha mandato all’aria l’agenda della giornata.

Anche questo è fisiologico. 

Quando tratti con imprenditori sempre impegnati, devi mettere in conto che una percentuale di no-show ci sarà sempre. 

La domanda è sempre la stessa: in che percentuale succede? 

Perché se è un fenomeno occasionale, è normale. 

Se invece è sistematico, allora il problema non è il singolo lead ma qualcosa di più profondo.

Quando il no-show diventa un problema strutturale

Se ogni tanto qualcuno non si presenta, è normale. 

Fa parte del gioco. 

Se invece succede in modo sistematico, con percentuali alte e costanti, allora il problema è il sistema.

In questi casi le cause più comuni sono:

  • Comunicazione poco chiara o fuorviante
  • Copy che attira curiosi ma non persone davvero intenzionate
  • Funnel che filtra male e fa passare chiunque
  • Sponsorizzate che promettono qualcosa di diverso da ciò che viene poi venduto

In pratica, stai attirando le persone sbagliate o nel momento sbagliato del loro processo decisionale. 

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Come evitarlo

Qui è importante essere onesti: evitare i no-show al 100% è impossibile. 

Ci sarà sempre qualcuno che non si presenta per i motivi più vari. 

Quello che puoi fare è ridurli, renderli fisiologici e soprattutto aumentare la qualità di chi prenota. 

Le leve principali sono due.

  1. Riscaldare il lead prima dell’appuntamento

Mantenere vivo il desiderio che lo ha spinto a prenotare, lavorare sulla fase pre-call per prepararlo davvero all’appuntamento. 

Non si tratta di mandare più email o più reminder, ma di costruire un percorso che tenga alta l’attenzione e l’aspettativa. 

Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi leggere l’articolo su come preparare il lead prima della call per aumentare il tasso di presenza. (link all’articolo precedente)

  1. Seconda leva: rivedere l’asset comunicativo a monte

Se il no-show è alto in modo sistematico, il problema non è nella gestione della call, ma nel funnel che porta a quella call. 

Devi rivedere:

  • Il messaggio delle ads
  • Il copy della landing page
  • La promessa che stai facendo
  • Il tipo di traffico che stai intercettando
  • La strategia complessiva di acquisizione

Molto spesso scopri che stai attirando persone che “non c’entrano niente” con quello che vendi davvero, o che non sono nella fase giusta del processo decisionale. 

E in quel caso, il no-show è semplicemente il sintomo visibile di un problema nascosto più a monte.

In conclusione…

Le persone non si presentano perché prenotare è facile, ma decidere davvero lo è molto meno. 

Il no-show non è un errore da correggere con più reminder o con messaggi più insistenti. 

È un segnale da leggere: un segnale della qualità del traffico, della chiarezza della comunicazione, dell’efficacia del funnel.

Se lavori su questi elementi, i no-show non spariscono completamente, ma smettono di essere un problema serio. 

E diventano semplicemente parte del gioco, una percentuale fisiologica che hai messo in conto e che non incide più sulla redditività del processo.

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